Acido ialuronico: non solo chirurgia estetica

by on 04/05/17 at 4:25 pm

L’acido ialuronico fu  scoperto nel 1930 e veniva chiamato “la fontana della giovinezza” ed ora è comunemente impiegato nei trattamenti anti età.

La sua peculiarità è di:

  1.  idratare i tessuti,
  2. mantenere elastiche le articolazioni,
  3. rafforzare lo strato esterno della pelle,
  4. fare da barriera contro le sostanze tossiche,
  5. rigenerare i tessuti danneggiati.

Dal 1970 fino a poco tempo fa questa sostanza veniva estratta solo dagli animali, in particolare dalla cresta del gallo. Da alcuni anni è stato ottimizzato il processo di estrazione con tecniche di fermentazione batterica.

La produzione di quest’ultimo consente l’applicazione dello stesso in diversi campi. Godendo di molteplici proprietà viene non solo utilizzato nel settore della chirurgia estetica ma anche nella medicina. In entrambi i casi l’utilizzo dell’acido ialuronico ha portato risultati ottimali, se usato con correttezza e attenzione e con le dovute prescrizioni del medico.

Lacido ialuronico può essere assunto per:

  1. via orale,
  2. iniettato
  3.  applicato direttamente sulla pelle.

Con l’avanzamento dell’età l’acido ialuronico diminuisce, portando così una minore produzione di collagene con conseguenza inevitabile di inestetismi e rughe sulla pelle.

Esso è necessario al fine di apportare una buona idratazione della pelle, ed ancora permette di trasportare le sostanze nutritive dal flusso sanguigno alla pelle. Nel caso in cui siano presenti cicatrici, acne o lesioni del viso in generale, è possibile fare uso di acido ialuronico per ridurre tali segni.

Antiage

 

In medicina estetica, il trattamento che viene fatto a base di collagene ed acido ialuronico costituisce la base dei filler, trattamenti che consentono di riattivare la replicazione cellulare e di conseguenza migliorare la pelle dandole elasticità, compattezza e morbidezza.

Il filler viene utilizzato soprattutto per:

  • Rughe sulla fronte e tra le sopracciglia.
  • Rughe perioculari (zampe di gallina).
  • Labbra sottili e rughe intorno alle labbra.
  • Sollevare gli zigomi.
  • Rimodellare guance.
  • Rimodellare il mento.
  • Eliminare cicatrici lasciate da acne o da interventi chirurgici.

L’iniezione di filler può comportare anche dei rischi non poco rilevanti. Nella maggior parte dei casi, ciò che avviene dopo il trattamento è la comparsa di ematomi, intorpidimento e lividi che possono portare ad un disagio estetico. Nei casi peggiori, i traumatismi  arrecati potrebbero essere rossore persistente, noduli, prurito e perfino ascessi. Il filler può provocare reazioni diverse ed essere avvertite in modo differente da persona a persona, anche in base alla sensibilità della persona. Il paziente deve essere sempre bene informato dal dottore su tutti i rischi possibili a cui potrebbe andare in contro.

Gli effetti del filler non sono permanenti perché nel tempo viene riassorbito l’acido ialuronico da parte della pelle. La durata dell’effetto riempitivo del filler è influenzata non solo dal tipo di filler prescelto e dalla zona in cui è stato iniettato l’acido ialuronico ma anche dalle abitudini di vita (fumo, grado di attività fisica, esposizione al sole o ad inquinanti atmosferici, ecc). Ciò porta a far sottoporre il paziente ad ulteriori iniezioni di filler nel tempo. L’inestetismo tende a ricomparire dopo 3-10 mesi dall’iniezione. Comunque sia la durata media dell’effetto del filler è soggettivo. Alcuni filler dermici sono utilizzati come supporto ad altre procedure, come ad esempio le iniezioni di botulino o la chirurgia plastica.

Uno degli ingredienti principali contenuti nelle creme antiossidanti è il retinolo, con una forte presenza di acido ialuronico, che ha proprietà anti invecchiamento. L’antiossidante agisce eliminando i radicali liberi (quindi impedisce la distruzione delle molecole di struttura delle cellule), aiutando a diminuire la comparsa delle rughe e mantenendo idratata la pelle.

L’acido ialuronico viene anche utilizzato in medicina. In particolare, l’acido ialuronico viene usato come strumento preventivo e terapeutico in corso di patologie infiammatorie articolari come l’osteoartrite, essendo una componente importante del liquido sinoviale. Quest’ultimo ha il compito di proteggere la cartilagine dall’usura e dai carichi eccessivi e diminuisce a causa dell’invecchiamento articolare.

L’acido ialuronico iniettato in sede intra-articolare contribuisce a:

  • lubrificare l’articolazione
  • proteggere la cartilagine dall’accesso di cellule infiammatorie
  • ammortizzare lo stress meccanico a cui l’articolazione è sottoposta

L’acido ialuronico viene anche utilizzato durante alcuni interventi chirurgici come:

  1. la rimozione della cataratta,
  2. i trapianti di cornea,
  3. le riparazioni del distacco della retina
  4. e altri tipi di lesioni oculari

Durante questi interventi l’acido ialuronico viene iniettato nell’occhio per sostituire ed integrare i liquidi naturali prodotti dall’occhio. In ambito oculistico, l’acido ialuronico viene impiegato per la preparazione di colliri o pomate oftalmiche per favorire la cicatrizzazione della congiuntiva a seguito di un trauma.

L’utilizzo dell’acido ialuronico essendo relativamente nuovo non tutti gli usi e le conseguenze sono certe quindi anche la sua applicazione può causare effetti collaterali. I problemi sorgono, e non solo in questo caso, quando se ne fa un uso eccessivo o sbagliato.

Alcuni farmaci possono amplificare questi effetti collaterali indesiderati pertanto è consigliabile consultare un dermatologo di fiducia in modo da ridurre al minimo ogni eventuale effetto collaterale indesiderato.

L’assunzione di acido ialuronico è controindicato in particolari casi: donne in gravidanza e in allattamento. E’ consigliato evitarne l’uso sia nel caso si utilizzi per migliorare l’estetica sia per attenuare infiammazioni articolari, perché ancora non si dispone di dati certi sugli effetti collaterali che potrebbe apportare alla madre che può procurare al feto o al neonato con il latte materno.

 

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